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L’assemblea: l’amministratore e i suoi obblighi

L’assemblea: l’amministratore e i suoi obblighi

L’assemblea di condominio rappresenta il fulcro ed il motore per far funzionare tutto il sistema.

Più precisamente, può essere definita come quell’organo del condominio che ha la funzione di decidere ciò di cui il condominio stesso ha bisogno. Le decisioni possono riguardare le spese, la conduzione dei servizi o gli eventuali interventi mirati al mantenimento e valorizzazione degli immobili del condominio.

Quali sono gli obblighi che l’amministratore ha relativamente all’assemblea condominiale?

L’amministratore ha l’obbligo di convocare un’assemblea ogni anno per rendere conto della propria gestione, entro 180 giorni rispetto alla chiusura dell’esercizio. Non ha nessun obbligo di convocarla prima, a meno che questo non sia definito dal regolamento di condominio.

Chiaramente, il tempo giusto per fare in modo che i condomini abbiano l’adeguata tranquillità nel pagamento delle rate durante l’anno dipende dalla qualità del servizio l’amministratore stesso.

Come avviene la convocazione?

Con un avviso che deve essere obbligatoriamente recapitato entro 5 giorni dalla data della prima convocazione. Per cui, se la convocazione dell’assemblea condominiale è a ridosso della data ed è all’interno di questa tempistica, l’amministratore ha svolto il suo mandato secondo gli obblighi di legge.

La convocazione, con più o meno anticipo, dipende dalla qualità del servizio dell’amministratore: un adeguato anticipo sicuramente permetterebbe alle persone di valutare la documentazione in maniera più adeguata per prendere decisioni più consapevoli durante la partecipazione all’assemblea.

Questo, quindi, è ciò che l’amministratore ha l’obbligo di fare in merito alla convocazione dell’assemblea condominiale.

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