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Le targhette: si riuscirà a trovare una soluzione?

Le targhette: si riuscirà a trovare una soluzione?

Le targhette, dei citofoni e della posta, rappresentano un argomento tanto banale quanto delicato, che può creare tensione, disagio e scontri tra i condomini.

Si tratta di un problema che non è di competenza dell’amministratore, anche se i condomini hanno l’aspettativa che sia lui a risolverlo. Le targhette sono beni privati e l’amministratore non può agire senza autorizzazione del singolo. Può intervenire soltanto continuando ad insistere affinché il singolo o dia mandato all’amministratore della sostituzione, oppure lo sostituisca in autonomia. Non può fare nient’altro.

Ad esempio, qualsiasi delibera dell’assemblea che decida di andare a sostituire le targhette e porre i costi o al singolo o a tutto il condominio sarebbe nulla e passibile di impugnazione perché l’assemblea non può deliberare di attribuire spese ai privati o al condominio su beni privati. Tutto questo ovviamente a meno che il singolo non sia d’accordo e non si vada a dimostrare d’accordo o pagando la spesa successivamente o esprimendola in verbale.

Come si risolve quindi questa situazione?

Spesso purtroppo non si risolve!

Di conseguenza, o il condominio rischia (andando ad attribuire le spese alla parte privata e poi il singolo potrebbe comunque non volerla pagare), oppure si accetta. Non ci sono altre soluzioni, se non quella di utilizzare quel buon senso comune che spesso manca e che vuole che le persone si parlino e si capiscano.

L’unico modo per obbligare i singoli a sostituirla è soltanto quello di fare riferimento a un giudice, dimostrando che quel bene privato stia creando un problema di disagio o lesione al condominio.

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